12/06/2007 - Il dibattito tra gli studiosi d'arte e gli archeologi è aperto: il Satiro danzante, ritrovato nel Mediterraneo nel 1997, è opera di Prassitele, cioè del IV secolo a. C. o no? La domanda è stata al centro del convegno che si è svolto nei giorni scorsi a Mazara del Vallo, nel Trapanese. Per Alain Pasquier, capo del dipartimento antichità greche, romane, etrusche e latine del Louvre, e Jaen Luc Martinez, curatore del dipartimento e responsabile dell'allestimento della mostra dedicata a Prassitele nel museo parigino, la statua bronzea non sarebbe opera dellos cultire greco.
Pasquier sostiene che "senza nulla togliere alla bellezza e al valore artistico del Satiro danzante l'opera non è di Prassitele, che operò nel IV secolo a. C.: ciò si potrebbe dedurre dalla tecnica di fusione della statua".
Una datazione dell'opera al IV secolo a. C. continua, invece, a essere ribadita da Paolo Moreno, dell'università di Roma Tre, secondo cui "la statua dovrebbe essere identificata con il 'satiro periboetos' di Prassitele, citato da Plinio", dice il soprintendente ai Beni culturali di Trapani, Giuseppe Gini. Questa datazione sarebbe confermata, secondo Moreno, da un confronto con un satiro danzante davanti al dio Dioniso seduto raffigurato su un vaso attico risalente al IV secolo a. C.
Il satiro, trovato nel Canale di Sicilia dai marinai del peschereccio "Mastro Ciccio", e che secondo Sebastiano Tusa, soprintendente del mare della Regione siciliana, era trasportato da una nave che naufragò tra Pantelleria e Capo Bon in Tunisia tra il III e il II secolo a. C., per l'altro studioso francese Martinez "si rifarebbe a un prototipo della fine del IV sec, non attribuibile a Prassitele perchè da un confronto tipologico con le altre opere dello scultore greco ci sono delle differenze".
Secondo il francese "questo bronzo non ha nulla della compostezza anatomica delle opere prassiteliche: il 'gioco' anatomico è diverso, 'instabile adagiato' quello Prassitele, vibrante nell'aria questo e il modo di rendere i capelli: riccioli corposi contro la minuzia calligrafica del bronzo". La statua rimarrà fino al 18 giugno al Louvre, per poi tornare in Sicilia prima a Palazzo dei Normanni, a Palermo, per una mostra in occasione del 60/mo anniversario dell'Ars e poi nella sua sede a Mazara del Vallo.